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«Vedi… Dama
Di Raion ha un’aria da opera postuma. Non sembra il libro
d’esordio di un ventiquattrenne… Capisci quello che intendo?
» (un editor della casa
editrice Einaudi, nel 2005 o 2006)
Qui ci sono la terra,
l’acqua, il fuoco e l’aria, come in qualsiasi altra realtą.
C’č la destinazione di un pellegrinaggio, una meta chiamata
Sporco Soccorso. Ci sono devastazioni, luna-park, lotte urbane e
bufere di neve. Virus informatici che si comportano come bambine, e
che crescendo si trasformano in donne diafane, equazioni complesse,
cittą, vezzeggiativi. Ci sono antichi poeti del cyber-spazio.
Maree di uomini vecchi e di uomini che avrebbero dovuto morire prima
di invecchiare. Persone bisognose d’aiuto, persone che si
consolano, persone che si accalcano. Robot, alienazioni, lucertole,
supermercati, poliziotti, scantinati, imperi, cromosomi. Ci sono la
rabbia e la tregua, e l’uso smodato di qualunque cosa si possa in
qualche modo usare.
Qui c’č
un’Intelligenza Artificiale che, pervenuta all’autocoscienza,
inizia a raccontare storie d’amore. Le molteplici forme del suo
amore, che non sempre coinciderą con il nostro…
DAMA DI RAION
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